Commercio e Pubblici Esercizi: in Emilia Romagna grazie al bando finanziato dal PR FESR 2021/2027, approvato con DGR 718/2026, sono stati stanziati 10 milioni di euro per l'innovazione e il rilancio delle micro e Pmi del territorio.
La Regione Emilia-Romagna, attraverso il 'Bando per il sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese operanti nei settori del commercio in sede fissa (esercizi di vicinato e polifunzionali) e dei pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande ed intrattenimento danzante' , intende sostenere il commercio di prossimità e dei pubblici esercizi. Con l’approvazione del nuovo bando finalizzato al “Sostegno all’innovazione e agli investimenti delle imprese operanti nei settori del commercio in sede fissa e dei pubblici esercizi”, la Giunta regionale mette sul piatto una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro (risorse PR FESR 2021/2027).
L'obiettivo della misura è ambizioso: supportare la riqualificazione, l'introduzione di tecnologie digitali, il miglioramento energetico e la sostenibilità di attività che rappresentano il cuore pulsante e sociale delle città e delle comunità locali.
L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino a 50.000 euro, ma i tempi di preparazione sono stretti: lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente il 23 giugno 2026.
1. Chi sono i beneficiari del bando?
Il bando si rivolge esclusivamente alle Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) in forma singola (incluse le imprese artigiane che svolgono le attività ammesse) aventi sede o unità locale in Emilia-Romagna e operanti nei seguenti comparti economici:
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Commercio al dettaglio in sede fissa: inclusi gli esercizi di vicinato (piccoli negozi di quartiere) e gli esercizi polifunzionali (strutture che integrano la vendita di merci con altri servizi di interesse per la comunità, tipici delle zone rurali o montane);
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Pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande: bar, ristoranti, pizzerie, osterie, trattorie e simili, a condizione che operino tramite licenza o SCIA autonoma (sono invece esclusi i ristoranti situati all'interno di strutture ricettive alberghiere se non gestiti in modo del tutto indipendente);
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Locali di pubblico intrattenimento danzante: discoteche, sale da ballo e locali analoghi.
I soggetti beneficiari devono risultare regolarmente iscritti al Registro Imprese e disporre dell'unità locale oggetto dell'investimento già attiva al momento della domanda (o dimostrarne l'attivazione e la regolare apertura al pubblico entro la data di rendicontazione finale).
2. L'Entità del Contributo a Fondo Perduto
L'agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto calcolato sulle spese ammissibili (al netto dell'IVA).
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Intensità di base: Il contributo copre il 40% della spesa complessiva ritenuta ammissibile;
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Massimale erogabile: Il tetto massimo del contributo è fissato a 50.000 euro per ciascun soggetto beneficiario;
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Premialità aggiuntive: L'intensità del contributo può essere incrementata (secondo percentuali specifiche indicate nel testo definitivo del bando) per progetti che prevedono particolari risvolti occupazionali, l'incremento di imprenditoria giovanile o femminile, o interventi localizzati in aree svantaggiate (aree montane o interne individuate dalla Regione negli Allegati C e D).
Soglie minime di investimento
I progetti presentati devono obbligatoriamente raggiungere una soglia minima di investimento per non essere esclusi. Il minimo varia a seconda del settore:
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Almeno 20.000 euro (IVA esclusa) per il commercio di vicinato e gli esercizi polifunzionali.
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Almeno 30.000 euro (IVA esclusa) per i pubblici esercizi di somministrazione e l'intrattenimento danzante.
3. Quali spese finanziabili prevede il bando?
I progetti ammessi a finanziamento devono riguardare interventi strutturali di innovazione gestionale, tecnologica, estetica o di efficientamento energetico dei locali commerciali. Le voci di spesa ammissibili includono:
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Opere edili, murarie e impiantistiche: interventi di ristrutturazione, rifacimento dei locali, installazione di impianti tecnologici ad alta efficienza e barriere architettoniche (comprese le spese di progettazione e direzione lavori entro i limiti percentuali previsti).
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Impianti per la sostenibilità: spese per l'installazione di impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (es. impianti fotovoltaici) purché asserviti strettamente all'unità locale in cui si svolge l'attività commerciale e dimensionati sulle necessità della stessa.
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Tecnologie digitali e informatiche: acquisto di hardware, software, sistemi e servizi applicativi (inclusi canoni Cloud e formule SaaS), implementazione di sistemi di e-commerce, software gestionali avanzati e strumenti per la cybersecurity.
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Macchinari, attrezzature e arredi: beni strumentali e complementari nuovi di fabbrica destinati all'esercizio dell'attività o al miglioramento dell'esperienza del cliente.
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Spese generali forfettarie: calcolate automaticamente nella misura fissa del 7% sul totale delle voci di spesa sopra indicate.
Tutti i progetti devono rispettare il principio europeo del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali, documentando la conformità tramite gli indicatori dell'Allegato L.
4. Modalità e Scadenze
La selezione delle domande avverrà secondo una procedura a sportello valutativo basata sull'ordine cronologico di arrivo. Significa che le istanze verranno istruite seguendo l'esatto minuto di invio telematico; al raggiungimento della capienza massima dei 10 milioni di euro stanziati, le domande successive non potranno essere finanziate (salvo futuri rifinanziamenti).
Le date chiave da monitorare sul calendario sono:
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Apertura dello sportello: ore 10:00 del 23 giugno 2026
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Chiusura dello sportello: ore 13:00 del 21 luglio 2026 (salvo chiusura anticipata per esaurimento risorse).
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica tramite l'applicazione web regionale. Per procedere all'invio, le imprese devono obbligatoriamente dotarsi in tempo utile di:
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Identità digitale forte (SPID di livello 2 o CNS - Carta Nazionale dei Servizi del legale rappresentante o del soggetto delegato tramite Procura Speciale - Allegato F).
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Dispositivo di Firma Digitale valido per la sottoscrizione della domanda e della relazione tecnica.
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Casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) attiva e registrata al Registro Imprese.
5. Tempistiche di realizzazione e rendicontazione
Una volta approvato il progetto e concessa l'agevolazione, le imprese avranno tempi definiti per completare gli investimenti ed effettuare i pagamenti (che dovranno avvenire esclusivamente tramite modalità tracciabili come bonifici bancari, ricevute bancarie, ecc.).
La rendicontazione finale a saldo delle spese sostenute dovrà essere inoltrata entro il 30 settembre 2027, con una possibilità di slittamento controllato al 31 gennaio 2028 esclusivamente per i progetti che avranno richiesto e ottenuto una proroga formale dalla Regione.
